Traduciamo (con numerosi adattamenti) questo semplice articolo apparso su una pubblicazione indiana non tanto per il suo contenuto, che potrebbe apparire poco scientifico e assai azzardato, quanto soprattutto poiché è significativo di una sensibilità verso il mondo mediterraneo antico che, notiamo, è sempre più presente tra gli indù. Ed è così che, con una moderna operazione di interpretatio, un astrologo indù ci fornisce la sua lettura di alcune divinità dell'Egitto antico...buona lettura
(Blog di Kali Devi©. Vietata la riproduzione parziale o totale dei testi senza autorizzazione. Per l'autorizzazione contattare l'Autrice.)
INFLUENZE VEDICHE NELL'EGITTO ANTICO
L'antico Egitto ha avuto influenze vediche e sono state trovate numerose prove che indicano che correnti dello Shivaismo e del Vaishnavismo fossero seguite dai sovrani d'Egitto.
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INFLUENZE VEDICHE NELL'EGITTO ANTICO
L'antico Egitto ha avuto influenze vediche e sono state trovate numerose prove che indicano che correnti dello Shivaismo e del Vaishnavismo fossero seguite dai sovrani d'Egitto.
IL TORO SACRO: APIS E NANDI
"Apis servì da intermediario tra gli umani e un dio onnipotente (in origine Ptah, poi Osiride, poi Atum)."
Il testo Shiva Purana afferma chiaramente che Nandi (il toro sacro) è l'intermediario tra gli umani e il Signore Shiva. Questo è il motivo per cui troviamo Nandi di fronte a tutti gli Shiva Linga nei templi indù e si consiglia ai devoti di onorare prima Nandi e poi Shiva stesso.
PTAH E PTAH
I tre simboli combinati in mano di Ptah indicano i tre poteri creativi del dio: potere (Was), vita (Ankh) e stabilità (Djed). Sembrano simili alla descrizione del tridente Trishul, attributo del Signore Shiva.
NEFERTEM E BRAHMA
Un altro interessante dio egizio è Nefertem, che era originariamente, nella mitologia egizia, un fiore di loto presente alla creazione del mondo, sorto dalle acque primordiali.
Orbene, questo concetto è analogo alla creazione di Brahma, che si narra nato da un fiore di loto emerso dall'ombelico del Signore Vishnu dormiente su un oceano di latte (Via Lattea o Galassia).
LO DJED E IL VELAYUDHAM DEL DIO MURUGAN
Il pilastro Djed è associato ad Osiride, il dio egizio dell'aldilà, degli inferi e dei morti. È comunemente inteso rappresentare la sua spina dorsale.
Questo attributo è molto simile alla lancia Velayudham (simbolo di saggezza e conoscenza n.d.t) nelle mani del dio Murugan (Subrahmanya Swami o Kumara Swami), che rappresenta la spina dorsale e il cranio alla sua sommità (Skanda Purana).
SIMBOLI DEL VAISHNAVISMO IN EGITTO
Nella foto un imperatore del Nord Egitto (Memphis) mostra disegnati sul corpo i segni distintivi del Vaishnavismo indù chiamati Tilak (a forma di V) e con in mano il sacro Sadari (Sadari si dice sia la forma di Sri Nammalwar, che viene anche chiamato Sadagopan o Sathagopam, che viene posto sulle teste dei devoti nei templi indù. Esso ha i piedi sacri del Dio rappresentati sulla sommità e si crede che purifichi da ogni empietà).
Nella seconda foto un architetto egizio ha in mano un rotolo semiaperto e ha disegni tipicamente indù sul suo corpo (il segno a V tipico dei seguaci del Vaishnavismo). Egli fu il progettista e costruttore della primissima Piramide durante il regno della III dinastia d'Egitto.
Tutte queste prove indicano che i primi esploratori dell'Europa e dell'Africa erano praticanti del dharma vedico. Lo stesso fiume 'Nilo' porta il nome sanscrito (Neel) che indica le sue acque blu.
SEKHMET E SHAKTI
Sekhmet è conosciuta come una dea del fuoco, della guerra, della vendetta, della guarigione e della medicina con il volto leonino. Il nome di Sekhmet deriva dall'antica parola egizia "sekhem" che significa "potere" (Shakti in sanscrito). Shakti (adorata come Durga in alcune correnti indù) ha proprio il leone come suo veicolo.
Sekhmet è conosciuta come una dea del fuoco, della guerra, della vendetta, della guarigione e della medicina con il volto leonino. Il nome di Sekhmet deriva dall'antica parola egizia "sekhem" che significa "potere" (Shakti in sanscrito). Shakti (adorata come Durga in alcune correnti indù) ha proprio il leone come suo veicolo.
LO DJED E IL VELAYUDHAM DEL DIO MURUGAN
Il pilastro Djed è associato ad Osiride, il dio egizio dell'aldilà, degli inferi e dei morti. È comunemente inteso rappresentare la sua spina dorsale.
Questo attributo è molto simile alla lancia Velayudham (simbolo di saggezza e conoscenza n.d.t) nelle mani del dio Murugan (Subrahmanya Swami o Kumara Swami), che rappresenta la spina dorsale e il cranio alla sua sommità (Skanda Purana).
SIMBOLI DEL VAISHNAVISMO IN EGITTO
Nella foto un imperatore del Nord Egitto (Memphis) mostra disegnati sul corpo i segni distintivi del Vaishnavismo indù chiamati Tilak (a forma di V) e con in mano il sacro Sadari (Sadari si dice sia la forma di Sri Nammalwar, che viene anche chiamato Sadagopan o Sathagopam, che viene posto sulle teste dei devoti nei templi indù. Esso ha i piedi sacri del Dio rappresentati sulla sommità e si crede che purifichi da ogni empietà).
Nella seconda foto un architetto egizio ha in mano un rotolo semiaperto e ha disegni tipicamente indù sul suo corpo (il segno a V tipico dei seguaci del Vaishnavismo). Egli fu il progettista e costruttore della primissima Piramide durante il regno della III dinastia d'Egitto.
Tutte queste prove indicano che i primi esploratori dell'Europa e dell'Africa erano praticanti del dharma vedico. Lo stesso fiume 'Nilo' porta il nome sanscrito (Neel) che indica le sue acque blu.



